Torre Salsa, di quando ho camminato sul cielo

Aggiornato il: apr 10



Io una volta ci ho camminato sul cielo, giuro che l’ho fatto. E l’ho fatto a piccoli passi perché volevo calpestarlo tutto. E l’ho fatto lentamente perché non volevo la fretta di tutto ciò che passa veloce. Perché non capita sempre di poter camminare sul cielo, ma quando capita quel cielo non te lo togli più dalla pelle. Ci resta appiccicato a piccoli pezzi. In un giorno di febbraio, a Torre Salsa, il cielo era caduto sulla spiaggia con le sue nuvole.

E ci si poteva anche buttare dentro come in una grande pozzanghera che però pareva di vetro. Fino al giorno prima avevo sempre pensato che il cielo si potesse solo attraversare volando, ma quando quel celeste me lo sono trovato sotto le scarpe sporche di fango ho capito che ci potevo anche correre forte e che le onde non erano altro che nuvole colate dall’alto per farmi tornare a sentire bambina quando, con un gessetto in mano, disegnavo quadrati per terra saltandoci dentro senza toccarne i confini.



E per arrivarci a quel cielo avevo attraversato il Pantano, ma non ero calata dai monti, ma dai dorsi di animali assonnati che il tempo e l’acqua del mare avevano trasformato in montagne di fango rugose, così tanto raggrinzite in superficie che quasi era impossibile credere che ad ogni mio passo nascondessero invece uno strato soffice e molle di sabbia. E se tutto in quel giorno pareva condurmi a pestare quel cielo in un’aria di mezzogiorno che non riusciva a diventare gialla, dal mare solo la marna si opponeva, simile per aspetto a un osso di seppia, e risaliva il declivio aggrappandosi alle pendici argillose di un sedimento diventato montagna.

Nel raggiungere il cielo ho capito quel giorno che Torre Salsa si alternava in un gioco di altezze per restituire a ogni elemento la sua giusta misura. E per un cielo che si era abbassato per farmi sentire più grande, a suo lato la montagna non si era arresa e mi ricordava che restavo comunque più bassa di lei per una questione di equilibri mossi dalla natura.




Testo: Antonella Salamone / Fotografia: Alessandra Lucca

Riserva naturale Torre Salsa –– 37° 20′ 14.93″ N 13° 25 ′23.52″ E


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