Nobiltà di Fango, abbiamo grigie le mani.

Punta Cugno –––––– 37° 13′ 00″ Nord 15° 12′ 00″ Est.

Scritto/Text Valentina Vasta
Fotografia/Photography Alessandra Lucca
Patrimony Hunter Luca Di Giacomo

L’area di Punta Cugno ricade su un graben o depressione che si sviluppa in direzione Nord-Sud nel settore ionico dell’Altipiano. Ai depositi quaternari che caratterizzano l’area appartengono dei litotipi argillosi, ovvero argille grigio-azzurre di età infra-pleistocenica, alle quali susseguono in discordanza sabbie gialle insieme a calcareniti organogene e ghiaie poligeniche della “panchina” crotoniana o di età pleistocenica medio-superiore.
Benché l’argilla o l’aergos dei Greci sia un materiale povero e comune, risulta complessa la sua descrizione.

Questa materia primordiale, la cui etimologia ne suggerisce l’inerzia, cela proprietà e composizioni variegate che la rendono animatamente singolare. Si tratta di sedimenti clastici o rocce terrigene la cui matrice composizionale è caratterizzata principalmente da fillosilicati o minerali legittimamente detti argillosi. La loro peculiare cristallografia condiziona le numerose proprietà fisico-chimiche del materiale argilloso ed il loro insieme diversificato, a cui si aggiungono quarzo, feldspati o miche (in gergo definiti impurità), rende ogni sedimento unico e singolare.

Augusta e dintorni

Argille compatte ma dall’aspetto terroso, dal naturale profumo inodore e untuose al tatto con cangianti sfumature di colore. La tinta varia dal grigio-azzurro in proporzione alle impurità presenti, al rosso ruggine secondo il grado di alterazione: le fasi mineralogiche a base di ferro mutano il loro stato di ossidazione e la litofacies argillosa arrossisce vivacizzandosi. Si possono anche apprezzare i resti di fossili che popolano i banchi pelitici e le loro intercalazioni di sabbie siltose: relitti di gusci di bivalvi o piccoli gasteropodi, ostreadi e pettinidi di un passato presente ne confermano l’origine e l’ambiente deposizionale.

L’assetto caotico e disordinato è la chiave del loro fascino, mentre foraminiferi e globigerine delineano nano-geometrie non visibili ad occhio nudo che pertanto lasciano spazio alla fantasia. Non occorre affatto immaginare, invece, le peculiari strutture sedimentarie: una fratturazione irregolare incide il manto argilloso creando losanghe difformi, protagoniste di un gioco di asimmetrie poligonali e naturale conseguenza di una prolungata esposizione sub-aerea. Le mud cracks fanno da sfondo ad uno scenario di polvere e suolo incolto che rievoca le suggestive terre disabitate di un deserto lontano.

Punta Cugno, Augusta

Punta Cugno, Augusta